Analisi transazionale

L’analisi transazionale è un modello psicologico messo a punto dallo psichiatra e psicoterapeuta statunitense Eric Berne negli anni compresi tra il 1956 e il 1970 e sviluppato in seguito da diversi altri autori. E’ un approccio psicologico che promuove direttamente la crescita dell’individuo attraverso un processo di cambiamento dinamico e coinvolgente. L’analisi transazionale è anche una teorica della comunicazione interpersonale e di conseguenza può essere utilizzata efficacemente nell’analisi della relazioni interpersonali e nei contesti di tipo organizzativo e formativo.

I principali concetti nel modello dell'analisi transazionale sono espressi attraverso un linguaggio semplice ed intuitivo. Questo aspetto contribuisce a favorire la comunicazione e la partecipazione attiva del cliente nel processo di cambiamento.

Ecco la ragione per cui l'Analisi Transazionale costituisce uno strumento utile all'individuo nel suo percorso di crescita personale e risulta particolarmente efficace nella sua funzione di sostegno al cambiamento. L’analisi transazionale parte dal presupposto che ogni persona possiede una propria potenzialità (spesso inespressa) e un genuino desiderio di crescita. 

Come sottolineano Stan Woolams e Michael Brown (1990) "la filosofia globale dell’AT inizia con il presupposto che tutti sono OK. Ciò significa che ognuno di noi, a prescindere dal nostro stile di comportamento, ha un nucleo di fondo che è degno di essere amato, e che ha la potenzialità e il desiderio di crescita e di autorealizzazione."

Secondo l’analisi transazionale ogni individuo:

  • è dotato di valore e di dignità come persona (ognuno è OK)
     

  • decide il proprio destino e queste decisioni possono essere cambiate
     

  • è responsabile dei propri sentimenti, pensieri e comportamenti.

Il modello dell’A.T. consente di ipotizzare la presenza di un dialogo interno in un soggetto tramite il dialogo esterno transazionale. A partire dai messaggi verbali e non verbali delle transazioni (dialogo esterno) è possibile ipotizzare l’esistenza di "strutture mentali" dell’Io (gli stati dell’Io) coinvolte nel processo relazionale. L’A.T. si pone, per certi versi, come una evoluzione fenomenologica del modello freudiano classico, con una particolare attenzione per gli eventi osservabili. Secondo Massey l’A.T. può essere intesa come teoria dei sistemi. L’A.T. è singolarmente adatta perché ha a che fare sia con gli elementi interni dell’individuo sia con l’esterno del sistema familiare. L’analisi transazionale dà notevole rilevanza agli aspetti relazionali e legati al processo di comunicazione (soprattutto per quanto concerne gli elementi "non verbali"). Le forme privilegiate in cui queste transazioni si offrono sono: a) la comunicazione in cui si prendono in esame gli strumenti che ciascuno adotta per influenzare l’altro e per rafforzare il proprio messaggio b) i giochi in cui vengono messi in atto i ruoli dinamici del persecutore, del salvatore e della vittima, secondo schemi che strutturano il tempo e qualificano i rapporti c) le emozioni (rabbia, gelosia,paura,tristezza,gioia…) che vengono analizzate per cogliere lo sfondo emotivo della persona d) Il copione in cui si prendono in esame i progetti di vita decisi nella prima infanzia sotto l’influsso delle figure genitoriali , per verificare l’influenza che hanno avuto nelle scelte effettivamente prese dall’individuo.

Nel processo di counseling ad orientamento analitico transazionale, lo psicologo ed il cliente condividono entrambi la responsabilità del processo di cambiamento. Il cliente stabilisce l'obiettivo che vuole conseguire e che cosa è disposto a fare per raggiungerlo.

 

 

 

     

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